domenica 30 novembre 2014

CLIMA 03 - THE VOYAGE - Leonardo Magnani


Leonardo Magnani è un artista che sceglie il viaggio non solo come tema e metafora della sua opera di pittore, ma come attore effettivo di un cammino che si ispira ai viaggi di Darwin e ne ripercorre le tappe. Come il celebre naturalista parte da Londra e inizia il percorso.
Argentina (2013)
Galapagos (2014).
L'obiettivo è chiaro e ambizioso. Fare il giro del mondo e creare un archivio. 
Appunti, foto, video e illustrazioni, soprattutto. Disegni e murales. Un'opera d'arte composta di tracce, testimoni di un passaggio e di un itinerario che indaga e scava nel profondo dell'anima e dei luoghi.

Charles Darwin nel 1865 scrive: “Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di imparare una gioconda pazienza, di liberarsi dall'egoismo, abituarsi a operare da sé e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei marinai. Il viaggiare gl insegnerà la diffidenza, ma nello stesso tempo gli dimostrerà quante persone veramente di cuore vi sono, con le quali non ha mai avuto prima e non avrà poi nessuna comunicazione, ma che sono pronte a offrigli il più disinteressato aiuto.”

Leonardo Magnani possiede nei modi la mitezza e la gratitudine di chi viaggia spesso.
Senza etica non esiste la bellezza. Con la dovizia e la pazienza di un ricercatore si adopera completamente per l'attuazione del suo progetto. A Buenos Aires confronta i tempi e i cambiamenti. Più di un secolo dopo, il CLIMA è un altro. Le case dei quartieri storici sono state circondate da una megalopoli di 12 milioni di abitanti. Una panoramica di spazi ed esistenze da fissare nella memoria fino al prossimo aggiornamento.
Per Leonardo Magnani la ricerca è un'azione che si realizza nello scovare e trasformare luoghi lasciando una traccia. Non è solo l'abilità, peraltro straordinaria, di decorare e rappresentare, ma c'è l'intenzione che la bellezza resti impressa nel tempo e sia integrata dallo spazio.



Leonardo Magnani così scrive:

Incomincio la ricerca dello studio-abitazione, ho in mente uno spazio che si possa prestare a varie esigenze, uno spazio aperto dove poter sperimentare e fare gli studi a grandezza naturale per il murales. Dopo un certo periodo di ricerche, incontro un magazzino che si presta alle mie esigenze. E’ uno spazio lasciato un po in disuso in Palermo Viejo ( Palermo vecchio) uno dei quartieri storici della città, un ex fabbrica di candele a piano terra, con affaccio sulla strada. Penso che, sia per la collocazione che per la forma possa essere lo spazio perfetto. Inoltre il padrone è disposto ad affittarlo per un periodo flessibile, ha condizioni convenienti.
Questa scelta per quanto un po più laboriosa, mi ha permesso di avere uno spazio dove vivere e poter lavorare comodamente, in una zona della città di gran fermento culturale. Inoltre sistemare questo posto e’ stato come conoscerne la storia, entrando in contatto con una serie di persone e luoghi altrimenti inaccessibili. Il luogo infatti essendo stato in disuso da vari anni, necessitava di alcuni lavori, una radice di un albero sulla strada era entrata fin dentro sollevandone il pavimento.


In THE VOYAGE ogni passaggio viene documentato e catalogato. I video della realizzazione dei murales, le foto degli spostamenti e un'ampia serie di disegni dove le immagini degli alberi si accostano ai volti degli indios, dei leoni marini o di certi uccelli “alla fine del piumaggio”. Compaiono pure i fantasmi dei guerrieri Selk'nam con le loro pitture corporali, le geometrie e le maschere utilizzate per ribadire le norme vigenti da rispettare e trasmettere alle generazioni successive.
Allo stesso modo Leonardo Magnani visita, fotografa e disegna le città dello stesso itinerario di Darwin come se fosse necessario e vitale tornare alle origini per rinsaldare le intenzioni e garantire la continuità nel tempo.

CLIMA 03 - Percorsi di Figurazione Contemporanea
THE VOYAGE
LEONARDO MAGNANI


giovedì 12 giugno 2014

CLIMA 02 - SPIRITO - Roberto Dragoni



CLIMA – Percorsi di figurazione contemporanea 02

SPIRITO
Mostra personale di Roberto Dragoni

Lo SPIRITO di Roberto Dragoni è un soffio che travolge le immagini e le incide con potenza.
Il segno e le figure racchiudono una passione eroica tracciata sulle tele come un vento che al suo passaggio rende la materia del colore testimone di un tempo bloccato, fissato nel suo movimento, un impasto di emozioni esplose in silenzio.

SPIRITO è una mostra che raccoglie opere realizzate dal 2011 al 2014.
Le “maestrine”, la scrofa, l'orco, un'auto che sfreccia.
Fantasmi come fotogrammi, nel percorso di un'anima mai sazia di plasmare e sviscerare.
L'esperienza umana e artistica di Roberto Dragoni, condivisa tra Italia e Giappone, si articola e si realizza in una serie di opere dove il fascino della decadenza occidentale si oppone e si integra all'armonia suggerita dalla filosofia del sol levante.
La carne e la luce. Il mondo della vita insieme a quello della morte.
Nessuna trascendenza o promessa di Paradiso.
Il mondo dello SPIRITO è quello della vita di tutti i giorni, del nostro tempo accelerato e congestionato, con tutta la sofferenza, ma anche il piacere di resistere. Presente e passato che in un istante si ricongiungono come due geishe nel traffico metropolitano. Nella tradizione orientale si narra infatti che gli spiriti dei defunti, a volte, tornino durante la fioritura dei ciliegi, quando il vento trasporta la bellezza e la nuova vita.
Roberto Dragoni realizza scorci urbani, porzioni di corpi e misteriosi ritratti che evocano atmosfere contemporanee, ma sempre figlie di quel novecento furioso ed esaltante, di quella storica accelerazione che ha sconvolto l'umanità e il suo sentire.
È nel contrasto tra corsa e attesa che nasce SPIRITO.
ALI è una performance dedicata all'omonima installazione di Roberto Dragoni.
Uno spazio per il silenzio. Dopo il boato, la gestione delle immagini diviene rito, movimento, azione. Francesco Botti e Leonardo Lambruschini abitano e interpretano il luogo dello SPIRITO, in equilibrio e in accordo con quella sensazione preziosa che precedere il soffiare del vento e il cadere della pioggia. L'unico segreto per affrontare la tempesta è saperci volare dentro.
Foto di Alessandro Schinco
Inaugurazione GIOVEDI' 19 GIUGNO
ore 19,00
SPAZIO SEME
Arezzo

venerdì 6 giugno 2014

RI-CICLI TRASFIGURAZIONI MATERICHE - SOFIA SGUERRI



Con un titolo del genere si rischia grosso. Colpisce più il suono delle parole del significato.
Ri-cicli – Trasfigurazioni Materiche. Le consonanti producono un fraseggio che crea un'aspettativa importante. Con un titolo così esagerato ci si aspetterebbe una produzione intrisa di concetti oppure una lezione di filosofia attraverso un collezione di immagini.
No.
Sofia Sguerri ci riesce. La mostra presso Corpo e Mente si oppone sapientemente al titolo con una serie di immagini che sanno di vita e dove “l'incanto dell'essere” si esprime con grinta e delicatezza.
Tanta carne animale e linfa vegetale in una collezione di opere tra fotografia e pittura, installazione e azione. Sofia Sguerri ribalta il titolo e lo interpreta alla lettera presentando lavori a tecnica mista che incantano per la loro semplicità, per l'anelito verso una sintesi palpitante di certe emozioni che precedono le riflessioni.
Il concetti sono quelli dell'armonia naturale e del sensuale sentire.
Uno sbocciare di sensazioni dense e davvero materiche.
Foto, acquerello, acrilico, olio, sanguigna, carboncino, cotone, legno riciclato, una finestra e una sedia. Niente viene accennato, ma dichiarato e fissato come in una trasfigurazione radicale.
C'è ancora tempo, ma i sogni delle crisalidi sulle foglie nude preparano la schiusa.
Evoluzione umana e delle sue membra, ritratte nel loro sostare.
Lo scorcio di una schiena ricorda la gestazione, la pazienza e la tenacia.
Corpi vibranti, innesti tra cuore e pelle.

C'è stata anche la performance all'inaugurazione, interpretata dalla stessa Sofia e Leonardo Lambruschini. Proiezioni, tagli, movimenti. I corpi sembravano centinaia. Peccato non sia in replica tutte le sere. Era la cornice perfetta dell'opera nella totale trasformazione dello spazio.

Dal 29 maggio al 21 giugno presso Corpo e Mente, via Bernardo Tanucci 21, ad Arezzo.
Rassegna “L'incanto dell'essere tra corpo e mente” a cura di Marco Botti.


martedì 6 maggio 2014

ITALYCONTACTFEST 2014


ITALYCONTACTFEST 2014 – Seconda Edizione




La Contact Improvisation assomiglia a una silente rivoluzione.

Contatto e Improvvisazione.

Nell'era di Android, Smartphone, Selfie, Network, Whatsapp, Pad e pure Twerking, la parola Contact ci sta bene, è onomatopeica.
Ricorda un battito, un fraseggio in due tempi, l'elevazione e poi la caduta.
Con- tact
E' un suono compiuto. In fondo c'è un stop che per un attimo frena la fretta dei tempi e successivamente invita verso termini come flusso, energia, calore, sguardo, ascolto, condivisione.
Il contatto tra due o più persone genera possibilità espressive, ma soprattutto facilita l'incontro umano diretto. Evento prezioso, quasi raro nell'era della comunicazione globale.
La Contact Improvisation è una pratica e una danza contemporaneamente. Tutti la possono incontrare. Alcuni ne fanno un linguaggio o lo usano come ingrediente per narrazioni in movimento.

L'improvvisazione è sicuramente un atto di coraggio. Un tuffo verso l'incontro attraverso le proprie personali risorse. Umane e interpretative. Se l'improvvisazione è anche una tecnica ci può essere il rischio del risultato scenico o di una valutazione estetica. L'improvvisazione all'interno della Contact esclude qualsiasi ansia da prestazione e concentra il lavoro di ricerca sul rapporto tra i corpi e sullo scambio delle informazioni in tempo reale. L'ascolto è la linea guida per lo sviluppo dell'azione, pratica o scenica che sia.



Cresce in Italia l'attenzione verso la Contact Improvisation.
E crescono anche i luoghi dedicati allo studio e alla pratica.

L'ItalyContactFest è alla sua seconda edizione.
Dopo lo straordinario successo del 2013 eccoci di nuovo.
Dal 6 al 12 giugno 2014 presso Villa Godiola, Arezzo.
Di seguito AfterItalyContactFest dal 12 al 15 giugno presso Spazio Seme, Arezzo.

Anche quest'anno al team del festival, composto da Leilani Weis, Leonardo Lambruschini e Mario Ghezzi, si affiancheranno insegnanti provenienti da tutto il mondo per proporre i loro laboratori intensivi: Benno Voorham (NL/SE), Mirva Makinen (FI), Rick Nodin (UK), Aaron Brandes (USA), Gabriel Greca (AR), Georgia Petrali (GR), Heike Purian (DE), Hugo Leonardo Silva (BR), Irene Sposetti (IT/SE), Johan Nilsson (SE), Matan Levkowich (AT/IL), Simonetta Alessandri (IT/UK).


giovedì 12 dicembre 2013

DEO GRATIAS


DEO GRATIAS è uno spettacolo ispirato al racconto “L'Angelo” contenuto nel volume Decameron 2013 – Felici Editore e interpretato da Francesco Botti e Leonardo Lambruschini.
È la storia di un incontro inaspettato e inquietante. La figura misteriosa di Angelo irrompe nella vita di Antonio, giovane archeologo, innescando un'esplosione di emozioni e ricordi confusi in lontane superstizioni, fino alla scoperta di una realtà rimossa, occultata, tenuta nascosta per anni.
DEO GRATIAS è tratto da una novella horror che affronta il tema del bene del male trasposto in un contesto dove la tradizione popolare e la crisi mondiale si sfiorano, rievocando antichi terrori e segreti.

Angelo e Antonio a confronto.
Mondi diversi, stessi peccati.
Il confine tra realtà e immaginazione.
Il bene e il male.
La sopravvivenza sopra ogni cosa.
È sempre l'incontro (o il contatto) a far resuscitare l'antico ricordo sepolto, l'incaglio che ha generato il caos e di seguito la calma piatta. La rapida oscillazione tra la detonazione della parola e il silenzio creano un CLIMA sospeso entro il quale la narrazione cresce e s'arresta di colpo in un'eco inquietante solo perché improvvisamente reale. Il racconto e la danza risolvono la tensione nella rivelazione di una verità finale incredibile, quanto plausibile.

17 GENNAIO 2014
ORE 21,30
SPAZIO SEME

http://www.youtube.com/watch?v=F0VvT5BlNlU

venerdì 6 dicembre 2013

CLIMA



Percorsi di figurazione contemporanea – 01
Dal 13 dicembre 2013 al 13 gennaio 2014 presso SPAZIO SEME

CLIMA è una rassegna in 4 appuntamenti dedicati all'arte contemporanea presso SPAZIO SEME.
CLIMA riunisce una schiera di artisti cresciuti, a tempi alterni, in una stessa inclinazione rispetto alla percezione della realtà e all'espressione artistica. Un'atmosfera condivisa che negli anni si è sviluppata in percorsi diversificati. Assonanze nella formazione, ma versatilità e autonomia.
Roberto Dragoni, Andrea Cammarano, Takako Ishii, Elia Mauceri, Andrea Lucchesi,
Sebastiano Benegiamo in ordine di apparizione nell'itinerario proposto.
CLIMA è un percorso che unisce arte visiva e arte scenica.
CORPI e RITRATTI è il titolo.
Scorci e variazioni su sembianze, aspetti e figure.
Sembianze umane, aspetti trasversali, figure create da coesioni in tempo reale. O irreale.

SPAZIO SEME condivide e coltiva la passione per la visione d'insieme.
Francesco Botti, Leonardo Lambruschini, Sofia Sguerri.
Parola, gesto, immagine.
Testo, spettacolo, catalogo.
Arti in movimento, non a caso e nella sua triplice accezione.
SPAZIO SEME accoglie e contribuisce alla creazione di un micro-CLIMA artistico dove le immagini, i colori, i luoghi e soprattutto le gesta dell'anima appaiono, prendono vita, si traspongono e testimoniano scoperte e conquiste.
A tal proposito il risultato scenico nel primo appuntamento è DEO GRATIAS, spettacolo teatrale a cura di Francesco Botti e Leonardo Lambruschini, alle 21,00 del 13 dicembre 2013.





mercoledì 23 ottobre 2013

LAURA SERAFINI (Percorsi di vita fluente)



Laura Serafini si svela. E tutto ciò avviene con la stessa naturalezza e profondità di sempre.
Sono evidenti le intenzioni, i significati e le trasposizioni di un corpo e di una mente in movimento. In questo caso c'è anche tanto cuore. Di donna, di madre, di artista.
É in quel motus animi che svelarsi è necessario. Per continuare a generare, creare, quindi esistere.
In Percorsi di vita fluente, dice lei.
E lo sussurra con l'emozione di trovarsi di fronte allo specchio.
É un atto di coraggio dal quale affiora spontanea l'ennesima ondata di bellezza di un'artista aretina tra le più produttive e apprezzate.
Laura tiene di conto delle distorsioni che lo svelarsi prevede e affronta la vertigine del ricordo come ritratto del tempo. Ne vengono fuori bilanci e veritas. Le figure nascono attraverso l'abilità del segno e una semplicità matura e consapevole. Le visioni impresse su carte topografiche allargano un personale punto di vista e offrono una panoramica dettagliata di riflessioni silenziose, attese e speranze.

Percorsi di vita fluente è il secondo atto del progetto artistico "Donne allo Specchio. Svelarsi tra corpo e mente" curato da Marco Botti.
Dal 3 ottobre al 21 dicembre 2013 presso il Centro benessere Corpo & Mente di Laura Giannini, quattro artiste -Elisa Girelloni, Laura Serafini, Lucrezia Senserini ed Elisa Zadi esporranno le loro opere per provare a “indagare il proprio corpo e quello femminile in generale, alla ricerca di segreti muliebri di atavica origine. “

La mostra di Laura Serafini sarà inaugurata giovedì 24 ottobre e durerà fino a sabato 9 novembre.


mercoledì 25 settembre 2013

RADAR 2013-2014



“I mortali credono che gli dèi siano nati e che abbiano vesti, lingua e figura come loro. Ma se i buoi e i cavalli e i leoni avessero le mani, e con le mani potessero disegnare e compiere opere come quelle degli uomini, simili ai cavalli il cavallo raffigurerebbero gli dei, e i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli dèi tali e quali essi hanno, ciascuno secondo il proprio aspetto.”
Senofane, Silli, VI-V sec. a. C.


Riparte RADAR, scuola di disegno dal vero diretta da Enrique Moya Gonzalez.
Riparte l'osservazione, la concentrazione, l'esercizio e forse l'interpretazione.
È la caccia al movimento, la cattura di un respiro da rendere visibile sulla carta.
Attimi vissuti con intervallo ogni cinque, dieci, quindici, venti, venticinque, trenta, quarantacinque minuti.

RADAR, ogni lunedì e martedì presso l'aula 28 del Liceo Piero della Francesca.
Dalle 18,00 alle 21,00.

martedì 23 luglio 2013

SPAZIO SEME OUTDOOR


SPAZIO SEME – OUTDOOR

Continuano le serate a SPAZIO SEME.
Dal 21 al 25 luglio 2013
Dopo lo splendido concerto dei BUGDUB e le jam a cura di alcuni musicisti del Jazz Club Arezzo, si prosegue con DARIO NAPOLI E ANITA DOLCEVITA.
Grazie

Replica OUTDOOR anche per LA GUARDIA DEL CORPO
presso LA CITTA' INVISIBILE, nel giardino di fronte all'Anfiteatro Romano di Arezzo.
Mercoledì 24 luglio alle 21,30.



Impossibile non cambiare l'inizio
Se il buongiorno si vede dal mattino.
Sempre nell'urgenza e nella velocità il corpo decide, non mente e talvolta esige.
Eleonora (Ciampelli) impreziosisce il lavoro rafforzando la tensione teatrale che la partitura richiede, ammorbidendo ed esaltando il principio di realtà incarnato dalla voce di Luca (Scarlini).
Leonardo non si ferma. Che gioia! Si lega e si scioglie con la lucidità dell'istinto e la fiducia per l'avvenire.

“Le cose si sanno da sempre, sin dal primo giorno.
Poi la vita le nasconde e quando tornano a galla si rischia di vacillare troppo.
E cadere.
Il corpo sa sempre quello che deve fare.”

Ci prepariamo alle trasferte.
Anche all'estero.
Occasioni per rivedere e per ribaltare certe trasposizioni.

“La faccia di Daniela completamente trasformata, il silenzio della sua vita, la fatica di nascondersi, di occultare nei sorrisi certi pianti inconsolabili.
Per fortuna ci sono gli amici che non hanno paura.
Per fortuna il corpo decide prima del pensiero.”

VIDEO  a cura di Sofia Sguerri



mercoledì 19 giugno 2013

MUSICA DA VEDERE




MUSICA DA VEDERE, DANZA DA ASCOLTARE
ispirato a Paul Valery
per Carolina Basagni e Fabrizio Betti

Per gli dei che luminose danzatrici! Che viva e graziosa introduzione dei più perfetti pensieri! Le loro mani parlano e i loro piedi sembrano scrivere. Che precisione in questi esseri che si studiano di usare così felicemente le proprie forze morbide!

La danza è vita. E lo hanno detto in molti.
È quando la vita è come una danza che talvolta si capisce il ritmo, il tono e il volume.
La perfezione del rigore per accedere all'immensa libertà di espressione.
Musica che scaturisce dall'interno delle fibre e negli accenti dei movimenti.
Suono da vedere.
Movimenti da ascoltare.

Tutte le mie difficoltà mi disertano e non c'è ora problema che mi travagli tanta è la felicità con cui obbediscono alla mobilità di queste figure! Qui la certezza è un gioco; si direbbe che la coscienza abbia trovato il proprio atto e che di colpo l'intelligenza
consenta alle grazie spontanee...

La danza è contatto con l'essenza del corpo e dell'anima.
Soltanto la ricerca di tale principio consente l'avventura della danza stessa.
È il sublime di una fatica che si sostiene e si traspone attraverso visioni e frasi, accettazione e integrazione.
La danza ferma il tempo nello stupore della bellezza. E la bellezza è una necessità.
Sarebbe da esseri intelligenti rendersene conto e coltivarla strenuamente. Per fortuna nel giardino crescono fiori rari.

Guardate costei! La più tenue e la più assorta nella giustezza pura...
Chi è ella mai? Così deliziosamente rigida, e ineffabilmente snodata...
In modo così esatto ella cede, assume e restituisce la cadenza che, se chiudo gli occhi, la vedo esattamente per mezzo dell'udito.

La vita è un attimo.
Le figure e le frasi sono vive. Tagliano e battono. Pulsano, palpitano, sostengono i secondi come fossero secoli.
Vedo la musica e ascolto il corpo di coloro che narrano in questo spazio.
La tensione trasporta le storie d'amore e di morte in una giostra che accelera, frena, riprende e rallenta stupenda per non perdere l'attimo preciso, il momento perfetto che esplode azzerando il tempo.

La seguo, la ritrovo, e non posso perderla mai; e se la guardo tenendo tappate le orecchie, ella, talmente ritmo e musica, che mi è impossibile non udire le cetre.

Carolina e Fabrizio danzano nel tempo.
E nel giardino segreto della danza sono l'evento prodigioso, quel tanto agognato spessore artistico che nasce soltanto nel silenzio di un giornaliero lavoro e unisce frammenti di corpo e anima.
Carolina e Fabrizio respirano il momento.
È tutto vero.
La danza è vita.
Ascensione e dannazione.
Felicità di un istante e apnea per lo smarrimento.
L'altalena dondola da sola.
Sorridere, piangere, non fermarsi mai.

martedì 28 maggio 2013

SULLE MIE LABBRA


Stasera
sassi non parole:
acciottolare sillabe
tra labbra ruvide
e a mezza voce dirti
roccia la voce in gola
che sei ricordo
e nel mio verso
mai più il tuo sangue
non ci sarà dolore.

CLAUDIO FINELLI
da SULLE MIE LABBRA (la canzone che mai dirò)
prefazione di Luca Baldoni
La Vita Felice - Milano

PRESENTAZIONE 30 MAGGIO 2013 ore 19,30
SPAZIO SEME, AREZZO.

Di seguito IL DIARIO DI DAVID (dai racconti di David Sedaris)
a cura di Roberto Ciofini, Marco Cucciniello, Mirco Sassoli.



giovedì 2 maggio 2013

ITALYCONTACTFEST

Foto di Sofia Sguerri


ItalyContactFest è il primo festival internazionale italiano di danza contact improvisation.
E' un progetto di Leonardo Lambruschini (e Spazio Seme), Leilani Weis e Mario Ghezzi.
Si svolgerà dal 17 al 23 maggio presso L'Accademia dell'Arte di Villa Godiola.
Lezioni, incontri e jam con i principali esponenti e migliori insegnanti del panorama internazionale.

La Contact Improvisation è una pratica.
Diviene linguaggio e ingrediente per la danza nel caso di competenze coreutiche e interpretative.
Contact nel suo significato etimologico.
É una danza di coppia. E non.
Prevede per tutta la sua durata il contatto tra i corpi.
Equilibrio, rapporto con il peso e con la gravità, fluidità e fiducia.

L'improvvisazione nasce proprio dalla sinergia tra il movimento e lo spazio attraverso il contatto e l'ascolto. È una danza che si fonda essenzialmente sull'interazione dell'altro e sulla percezione della scena.
Più il corpo è allenato e più accede alla libertà di espressione.
La contact si realizza attraverso le jam, come per la musica jazz.
D'improvviso le sale si animano di corpi che eseguono partiture pervase di morbidezza e sensualità.

Si può affermare che lo Spazio Seme, per adesso, sia il luogo della provincia nel quale la contact improvisation venga praticata ogni giorno, sia a fini didattici che per la creazione di azioni sceniche e performance.
Ogni mese seminari e incontri con docenti e allievi dall'Italia e dall'Europa.
Danza, condivisione, scambio.
E' stato proprio attraverso l'incontro con Leilani Weis e Mario Ghezzi che è nata l'idea di creare il primo festival internazionale, ad Arezzo.

lunedì 25 febbraio 2013

CORPO|MOVIMENTO

disegno di Laura Serafini


Dal primo marzo 2013 a SPAZIO SEME
CORPO|MOVIMENTO
Mostra collettiva a cura degli allievi di RADAR – Scuola|Disegno|Nudo|Arezzo.

Il corpo ha le sue regole, le sue proporzioni, i suoi appoggi.
Nel disegno dal vero la somiglianza diviene una sfida.

La scuola RADAR, sotto la direzione di Enrique Moya Gonzalez, è un luogo dove si impara il disegno dal vero e dove il corpo, nella sua totale nudità, s'offre come forma vivente e contenitore di organi, ossa, muscoli e nervi.
Ogni volta, il lunedì e il martedì, dal tardo pomeriggio fino alla sera, gli allievi alzano le matite, affilano gli occhi, guardano i loro disegni con attenzione e senso critico.

Enrique Moya Gonzalez, con passione e rigore, dopo la bellissima esperienza della MICROPISCIN(A)RCHOELOGICA nel luglio 2012, produce il MOVIMENTO, il voler scoprire, vivere e trasformare un altro luogo di Arezzo, coinvolgendo gli allievi della scuola in qualità di artisti in grado di comunicare il proprio punto di vista.
Sul CORPO e sul MOVIMENTO.

CORPO|MOVIMENTO è un salto che decentra l'applicazione per il ritratto, verso la libera interpretazione attraverso il concetto, proprio dell'arte contemporanea. E' un senso di vertigine. Osservazione, imitazione, realizzazione figurativa.
Nel tempo e nello spazio.
La sintesi evocativa del concetto è l'obiettivo.
Concetto e contesto.

Il corpo, spesso limite invalicabile per il cuore (e per l'anima), ispira e genera un movimento insolito, come un riflesso. E' la scoperta e la consapevolezza verso tale riflesso che permette di conoscere consce e inconsce possibilità espressive del corpo.

Silvia Argilli, Tullio Casi, Carla Ermini Rasi, Maura Giussani, Maria Grazia Zanghi, Daniele Luconi, Marta Mazzini, Elisa Pecchi, Laura Serafini, Amarilli Soriente, Federico Tonioni, hanno visto e sentito quello che abita lo SPAZIO SEME, luogo d'incontro per corpi, movimenti e contatti.
Hanno immaginato e hanno allestito le loro opere.
Perché il CORPO è forma vivente, ma anche luogo di pulsioni istantanee e preziosa memoria.
Disegno di Federico Tonioni
Disegno di Silvia Argilli

martedì 5 febbraio 2013

SPAZIO BAHIA


LABORATORIO DE ARTE EM MOVIMENTO
29/30/31 gennaio 201
dalle 9,30 alle 12,30
ESPACO XISTO BAHIA - Salvador - Bahia - Brasil

AFROSSA' - Carlos Ujhama (Brasile) - Elisio Bitta (Brasile)

CONTATO IMPROVISACAO - Leonardo Lambruschini (Italia) - Hugo Leonardo (Brasile)

FOTOGRAFIA E VIDEO - Sofia Sguerri (Italia) - Andrea Magnani (Brasile)




mercoledì 16 gennaio 2013

A CASA - CRISTINA PANCINI


A CASA è il titolo della mostra di CRISTINA PANCINI
A Milano, dal 17 gennaio al 2 marzo 2013
presso Antonio Colombo Arte Contemporanea
via Solferino 44, Milano

Non sono favole quelle che illustra Cristina Pancini.
Sono frammenti di vita e di realtà, sospesi, appesi, fluttuanti.
La scoperta. La veglia. La gestazione.
Al lume di candela o sotto ai lampioni di una statale.

Cristina quando cammina sembra che non sia bene ancorata a terra.
Invece, quando lavora, s'aggrappa ai materiali e li rende preziosi.
Sembrano immagini antiche, ma sono opere sopravvissute ai viaggi nel tempo.
Volti umani, particolari animali, figure che paiono incise sul foglio come icone preziose, 
numi tutelari di una poetica soave, ma concreta.
Non favole, ma sogni, nella loro esplicita funzione di messaggi.



Cristina ha viaggiato e abitato molte case. Si è presa cura degli istanti e dei silenzi conservati nella memoria dalla quale proviene. Ha creduto fondamentale non dimenticare per costruire.
Sanno certamente di campagna toscana certi temi, ma c'è anche un'eco amorosa, un canto appassionato e coraggioso che non s'interrompe e celebra l'esistenza con sublime schiettezza, attraverso una minuziosità nordica, quasi fiamminga.
Terra fertile, ma anche gelata da frasi d'amore occultate, troppo pensate per essere dichiarate a voce.

Cristina sorride tutto il giorno.
Agita le mani e scoppia di vita.
Talvolta appuntisce lo sguardo e dietro la gentilezza si legge una tenace missione che non ama i facili risultati.
Il tempo è dalla sua parte e gli eventi a venire necessitano di altre case, di stanze dove custodire piccoli fuochi o fiocchi eseguiti con le corde.




mercoledì 12 dicembre 2012

IL CORPO DECIDE



DISEGNO DI Laura Serafini
LA GUARDIA DEL CORPO - FINE

La storia raccontata nello spettacolo LA GUARDIA DEL CORPO si risolve nell'ultima frase.
Ed è quell'ultima che ne rappresenta la tragedia.
Una storia come tante quella di (Daniela) e, proprio per questo, da raccontare.

Maurizio, Marino ed Elena commettono un reato. Lo sanno, ci soffrono, ma il corpo non sente ragioni. Il corpo si muove, si arresta, implode e rilascia ciò che non è mai riuscito a dire.
Maurizio, Marino ed Elena sono gli amici di Daniela e si muovono sulla scena evocando e imitando (Daniela) e la sua scelta.
L'illusione dolorosa di un sogno ad occhi aperti.
Un mondo nascosto che si specchia nei ricordi e nel gioco dello scambio di identità.
E' per non aggiungere altro strazio che gli amici di Daniela ne occultano la memoria.
Se le azioni degli esseri umani servono a capirne altre, l'ingenuità regna sovrana.

Lo spettacolo LA GUARDIA DEL CORPO non è la messa in scena del racconto omonimo.
Molti personaggi non compaiono e il fulcro è il corpo e il suo sentire. Un sentire mutevole, confuso e spietato.
Del testo originale ne è rimasto soltanto qualche passaggio. Il resto è stato riscritto in una nuova partitura che scandisse un ritmo narrativo insieme ai frammenti d'azione e le coreografie.
Le parole, le azioni, la danza, sono fuori sincrono.
Come la percezione di Daniela e dei suoi amici.
La mia voce cerca di trattenere eccessi di complicità, quella di Luca Scarlini taglia le frasi e sorvola qualsiasi traccia di romantico moralismo.

Il corpo decide e si ricompone.
La storia di (Daniela) è come tante altre.
Di corsa e di nascosto.

La GUARDIA DEL CORPO

con Francesco Botti, Leonardo Lambruschini, Verònica Zapata Alcocer.
Voci narranti a cura di Francesco Botti e Luca Scarlini

Venerdì 14 dicembre ore 21,15
Sabato 15 dicembre ore 19,00
Una produzione SEME s.n.c.

presso Spazio Seme
via del Pantano 36, Arezzo

mercoledì 28 novembre 2012

IL CORPO NON MENTE


LA GUARDIA DEL CORPO - SVOLGIMENTO

Il corpo non mente mai.
Ed è nella sua stessa lucidità che decide.
Il cuore smania di fronte alle proprie visioni.

Ci sarebbe da chiedersi perché Daniela abbia deciso di ascendere al cielo.
Per amore? Strana parola in questo contesto.
Per dolore? E' ovvio.

C'è il sospetto di un segreto svelamento, un intima consapevolezza impossibile da sostenere.
Il corpo non ce la fa, non si riconosce, scappa verso il cielo.
Nel regno degli spiriti si resta appesi.
Chissà se almeno i ricordi sopravvivono in quell'eterna sospensione.

Rimane il coraggio di Maurizio e dei suoi amici.
Resta la loro confusione accordata perfettamente con il regno dei vivi dove la memoria cancellata cerca di risparmiare altro inutile dolore.

Continuano le prove di allestimento dello spettacolo LA GUARDIA DEL CORPO.
Il debutto è previsto per il 14 dicembre presso lo SPAZIO SEME in prima serata.
Movimenti, scatti del corpo su un tappeto narrativo a due voci.
Insieme a me, Leonardo e Veronica, la voce di Luca Scarlini.

lunedì 12 novembre 2012

NON PASSARE PER IL SANGUE


NON PASSARE PER IL SANGUE


Eduardo Savarese ha scritto un bel libro. Selezionato al Premio Calvino 2010 con il titolo L'amore assente è stato pubblicato da Edizioni e/o con il titolo Non passare per il sangue.
Eduardo è uno scrittore, un magistrato e un insegnante di scrittura.
Non passare per il sangue è una storia tutta italiana.
Afghanistan, omosessualità, segreti di famiglia.
Argomenti talmente ampi da dover essere necessariamente conciati. Come si fa con la carne selvatica per renderla commestibile per un pubblico talvolta ghiotto, talvolta sofisticato.
Il succo del romanzo è l'amore. O meglio, la lotta per la comprensione e la metabolizzazione di quello che la carne umana fa succedere e la legittimazione di tutte le sfumature che ne conseguono.
Un'impresa che sembrerebbe non facile, che potrebbe aprire e non chiudere temi e riflessioni, ma l'abilità di Eduardo Savarese sta nella misura e nella sobrietà che induce a una commozione dignitosa e consapevole.
La nonna Agar, le sue asprezze. Gli occhi accesi di Marcello. Il tormento virile di Luca.
Mamme, figli, padri sepolti nella memoria come soldati poco fortunati.
Nessuna condanna, nessuna assoluzione.
Si parla di sangue come luogo dove scorrono le emozioni e i dolori. Sangue e carne come vincoli familiari, obbedienti a leggi ancestrali dure a morire. I ricordi, immanenti nella vita dei protagonisti sono gli agenti che scavano, ricercano e fanno affiorare la verità squarciando la precaria certezza della realtà.
Non passare per il sangue inizia in un denso impasto di avvenimenti e sospetti che si sciolgono con una disarmante eleganza. Colori, odori, accenni storici solamente funzionali all'immersione totale all'interno dell'animo umano, nell'intento di narrare di quanto certi sconvolgimenti esistenziali siano occasioni di rinnovata lucidità e coraggio.

In copertina l'immagine di un papavero simbolo della consolazione, ma anche della semplicità.

lunedì 5 novembre 2012

DANZA BUTOH



La campana del tempio tace,
ma il suono continua
a uscire dai fiori.

Matsuo Basho (1644 – 1694)

Il butoh è stata ed è tuttora una rivoluzione.
Essendo una danza difficilmente descrivibile dal punto di vista formale e tecnico, obbliga nella sua originalità a una tensione e a un approccio alla scena dal punto di vista esperienziale oltre che espressivo.

Bu (danzare con eleganza) toh (calpestare, battere con il piede).
Dialogo fra parte superiore e inferiore del corpo, tra mani e piedi.

Per alcuni si tratta di teatro, per altri di danza. Chi sottolinea la provenienza dalle antiche arti giapponesi e chi ne esalta le assonanze con la Ausdrucktanz, danza espressionista tedesca degli anni cinquanta, periodo di nascita e sviluppo della stessa danza butoh. Fu al ritorno dagli studi in Germania che Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, fondarono le proprie scuole in Giappone.
Fu la rottura con gli schemi.
La lentezza, la nudità, un'insita, elegante, talvolta grottesca protesta verso le regole imposte.
Non solo contrapposizione e contrasto con l'estetismo della danza tradizionale occidentale, ma esplosione muta ed evoluzione del pensiero collettivo, se davvero la danza “vive all'interno di tutto ciò che vive”.
Mostrare la verità del corpo, attraverso il richiamo ai miti arcaici e spezzando le linee con la provocazione di “movimenti mai visti prima”.

Ma insomma cos'è il Butoh?

Esistenza, legame del corpo con la terra e le origini.
Improvvisazione, tensione muscolare e corporea, uso del vuoto e del ritmo.
Decostruzione, scoperta, metamorfosi.

DANZA BUTOH allo SPAZIO SEME.

SABATO 17 e DOMENICA 18 NOVEMBRE 2012